STORICIZZAZIONE DELLA GEOARTE

Giornalista e Critico d‘Arte. Franco Riccomini. I Luoghi degli Stati d’Animi.

Montale (PR). 2005

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Gennari Di Giovannantonio non è arrivato all’arte per casualità ma per una precisa volontà operativa che sgorga da una fervida immaginazione legata peraltro a filo doppio della realtà di una civiltà mitica recuperata dalla memoria e piegata poi alla sua interpretazione.
Le sue sculture lignee, sulle quali talvolta intervengono materiali mobili come il ferro e l’oro, raccontano spesso la storia della sua terra osco-sannita che egli ha studiato con la “povera” solo in apparenza, perché è da quel mondo di economia disperata che iniziano le trasformazioni, i cambiamenti che portano ad una civiltà che sembra più evoluta ma che nella sostanza ha perso e perde la matrice di “luogo”.

Sul filo di quella sottile filosofia di vita scorrono le ricerche di Di Giovannantonio nelle cui sculture riaffiorano i richiami, i simboli antropologici che fanno parte della storia del mondo. Con tutto il carico delle inquietudini e delle gratificazioni, bagaglio di ognuno di noi e che, in un gioco quasi di altalena, corrispondono ai nostri stati d’animo, sempre orientati verso quel diritto alla felicità che ci “sarebbe” dovuto.

….Ed eccoli i “figli di carbonai” in castagno locale, allineati secondo l’ordine di età, un’idea scaturita da una foto recente riproposta con un manufatto artistico di effetto stilistico notevole, in bilico tra realtà e astrazione; e accanto simboli, metamorfosi, guerrieri, solarità, struzzi in amore, paesaggi fluviali che sembrano tutti astratti dalla civiltà africana che peraltro è stata speso alla base di ricerche anche attuali.
Ma c’è anche, forte, il richiamo della sua terra: una “infanzia negata” con giovani contadini che portano una gerla piena di spighe di grano, e altre immagini del mondo rurale.

Il Canto della Terra, Installazione Palazzo Datini. Prato 2005