STORICIZZAZIONE DELLA GEOARTE
“Il Canto della Terra”. Carmine Aurilio
Preside e Giornalista. Napoli. Il Mattino. 23/06/2005.
Vernissage sabato a palazzo Datini a Prato della personale <
Di Giovannantonio si ispira, infatti, alla terra, al suo divenire, alla sua storia, alla metamorfosi che ha condotto la genesi umana alla perdita dei valori e si firma Formica, dice, dallo stemma del suo paese natio, Formicola.
La laboriosità, invece, che riversa nelle sue opere lo può paragonare alla formica, tenendo anche conto del materiale che utilizza, il legno. Lo lavora e lo plasma in una figurazione sintetica, essenzialmente astratta e tuttavia fortemente figurativa: forme piene, compatte, tese a caratterizzare uno stato psicologico, una dimensione spirituale.
Prendono vita dalle sue mani il mito di Icaro e quello di Fetonte, nascono le allegorie che richiamano i colori, le sensazioni e la spiritualità della sua terra d’origine, il Sud. E sembra che sprigionano i profumi e la luce delle campagne del Meridione, dalle quali prende il materiale per le sue opere. Le sculture lignee che l’artista propone alludono, difatti, ad un mondo vegetale con forme leggere a sviluppo centrifugo ed espansivo della massa.
Il percorso di Di Giovannantonio nasce dal recupero in chiave simbolica della realtà esteriore e naturalistica e si conclude, attraverso un’armonia estetica e una tensione astratta, nella citazione interiore e psicologica, fino a raggiungere un equilibrio di creatività e di stile con il quale completa il suo progetto spaziale.
Un percorso pregno di metafore di un passato riflesso in un presente carico di tensioni e di allusioni, che richiamano sapori arcaici e connessioni intimiste e misteriose di forte impatto emotivo e concettuale.
Autodidatta, Di Giovannantonio è mancato architetto e lavora a Prato, ha portato i suoi interessi socio-antropologici affidandoli alla fantasia e ai sogni, icone del surrealismo, dopo una breve esperienza pittorica.
Il canto della Terra. Installazione Palazzo Datini, Prato 2005

