STORICIZZAZIONE DELLA GEOARTE
Antonio Carrillo Artista e Fotografo professionista. ” Con parole mie, all’amico in Arte Gennaro Di Giovannantonio”
Caserta, 2013
… Gennaro Di Giovannantonio è artista genuino dal quale spicca la presenza di una natura idilliaca; non ha nulla di meno di chi ha frequentato l’Accademia: artisti si nasce e Gennaro gode di questo privilegio! Le sue opere scultoree sono supportate da un’arte emozionale che desta sensazioni notevoli. La scultura si articola in una sorprendente coerenza strutturale e descrittiva prediligendo di operare con qualsiasi tipo di legno, e ricevendone stimoli creativi prorompenti. Di Giovannantonio è scultore, le cui sensazioni interiori emergono in significativi simbolismi che risentono dell’arte primitiva, scomposta in una personale realizzazione. Lui riscopre l’arte primitiva africana, polinesiana e centroamericana, a dimostrare che anche un occidentale può scrivere con gli stessi stilemi arcaici della comunicazione. Gennaro è un artista dall’animo sensibile, quasi un sognatore, un poeta innamorato della natura, che trova in essa, il significato primordiale dell’arte. I luoghi frequentati dal mio amico Gennaro, gli donano l’ispirazione e la pace interiore, con i quali compie il suo percorso di ricerca verso la comunicazione con la natura e alla quale dedica opere figurative intense e vibranti. Dal suo lavoro e dai suoi totem, emerge una carica di patos che si spinge all’origine dell’essere. La sua opera, non è di facile presa; c’è un influsso dell’arte primitiva che privilegia il simbolo, quando ancora le forme comunicative della scrittura non erano compiute. Visitando il suo sito e il suo studio-laboratorio si avverte la sua ininterrotta e continua meditazione nella natura, e, quanto, egli la ama, osservando le sue opere.
Che ruolo ha l’arte del nostro amico nella visione del mondo?
Personalmente ritengo che ad “arte” corrisponde qualsiasi espressione: pittorica, musicale, fotografica, poetica, culinaria, e che, riesca a riprodurre ed a trasmettere armonia e bellezza. Credo possa avere la funzione di “ri_sacralizzare” il mondo dell’artista e quello del suo pubblico. Se l’artista riesce ad attingere da quel silenzio parlante, presente nell’anima, racchiuso nel semplice soffio vitale, che può dar vita a tutto, e quindi, anche all’arte.
Partendo da questa semplice e basilare constatazione, il nostro artista ci conduce in un viaggio affascinante dentro i segreti e i misteri dell’universo verde. Io penso che l’arte sia qualcosa di divino: idea, creatività, immaginazione e pensiero. Io dipingo, modello, scolpisco il mio pensiero. L’essenza dell’arte è questa. Ciò che vedo nel mondo non è in sintonia con l’arte, perché è già, perché si trova, si tocca già con mano. Allora, io mi servo di qualcosa che certo, già esiste in natura, per scolpire, per dipingere, per creare, ma conferisco a questa materia il mio pensiero. L’importante è non copiare, non imitare, non fare quello che è già stato creato dalla natura o da altri.
I primitivi stilizzavano forme che vedevano in natura: animali, alberi, pesci, conchiglie, e cosi, siamo andati avanti per millenni, credendo che tutto ciò che si copia supinamente sia arte. Ma l’arte è qualcosa di più, è un dono dell’intelligenza che a pochi privilegiati Madre Natura concede. Tra questi, sono annoverati i grandi inventori. Ma chi ha questi doni, è destinato a soffrire per l’ignoranza dei popoli, per la paura dei potenti, per l’invidia e i sentimenti che devastano il cuore degli altri e costituiscono ostacolo ferreo all’affermazione del libero pensiero, del libero creare, e quindi, anche dell’arte.
Le regole vengono imposte da chi detiene il potere, sia a livello politico che artistico. L’arte non deve essere succube della politica, elle religioni o condizioni, altrimenti si perde anche la genialità, la creatività. L’arte è un pensiero libero e inifito, altrimenti è niente, Questo dovevo e devo, al mio amico Gennaro Di Giovannantonio a tutti i miei amici artisti.
Girandole e scoppietti del legno– 1990

