STORICIZZAZIONE DELLA GEOARTE

Rosario Pinto Critico e Storico dell‘Arte presso l’ Accademia di Napoli e Catanzaro Le frontiere della Geoarte: Gennaro Di Giovannantonio ROMA

Napoli, 2010

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E’ un territorio aspro quello della valle di Formicola, chiusa dal Monte Maggiore, e segna l’accostamento alle aree che segnano la profilatura del Massiccio del Matese.
E’ un territorio che non si presta a facili attraversamenti e ciò lo ha reso, nel corso dei secoli, isolato, percorso dai fremiti incerti d’una economia di sussistenza, e succube di un potere esercitato per molto tempo dai Carafa.

Formicola è solo l’emblema di un territorio più ampio, che porta ancora le tracce di insediamenti più antichi che si scalano dalla preistoria fino all’età dei Sanniti e alle conquiste romane.  Si poteva scegliere due modi di intervenire in questo ambiente: l’uno di profilo archeologico, scientificamente motivato nella ricerca storiografica, l’altro d’ordine meramente etnografico-antropologico.
Gennaro Di Giovannantonio ha scelto una terza via, che è quella di individuare nelle ragioni antiche e nelle istanze del territorio le motivazioni fondanti per una reinterpretazione creativa del territorio nel segno della creatività contemporanea. Somigliano tanto, queste sue motivazioni ai temi della “Land Art”, quella pratica creativa di marca americana che, nel segno dell’impegno “concettuale” riscopre il territorio e lo piega alle dinamiche espressive del nostro presente. Qualcosa di simile – indicati i necessari “distinguo” – è ciò che ha fatto anche il grande artista Christo, quando ha preso ad “impacchettare” i più celebri monumenti, intervenendo, in tal modo, direttamente sull’ambiente urbano.

Ciò che suggerisce Di Giovannantonio è, però, un’altra cosa: egli , infatti, non si allinea pedissequamente sulla linea della “Land Art” o di Christo, di cui denuncia, piuttosto, l’algida freddezza intellettuale che possiede il progetto propositivo, e sceglie il coinvolgimento diretto con l’ambiente, integrando, nel suo progetto creativo, il presente e il passato, ragioni di flusso di idee e di fruizioni concettuali con esperienze di vita all’aperto in cui l’uomo – rimanga confermato come il protagonista principe dell’ambiente ma anche come la creatura della natura che in quell’ambiente stesso deve saper vivere rispettandone le ragioni, gli equilibri,  gli assetti, lasciando che il suo intervento non sia modificativo delle condizioni spaziali che caratterizzano i luoghi, ma descrittivo ed interpretativo delle loro ragioni.

Nasce in tal modo la “GeoArte”, che potremmo definire -semplificando le pro positività- come una sorta di “Land Art” all’Europea, non all’americana.

Maternità e Fertilità, Installazione nellantro della grotta preistorica. Liberi, 2010